Πέμπτη 5 Μαΐου 2011

Non conservo messaggi d'amore


Σαν να το έγραψα εγώ



Non l'ho mai fatto. Nemmeno quando ragazzina con il cuore che gronda lacrime vergini si infrangono le prime illusioni.
Ho sempre avuto il cassetto dei ricordi. Ho sempre avuto la scatola delle lettere: bordeaux, con una grande cornice riempita di piccole rose, due giri di colore diverso, ed al centro un sobrio fiocco a tenere una penna elegante. Credo sia in soffitta da un paio di traslochi. Vuota.
E' che a rileggerle dopo, tutte le parole che si scrivono, mi hanno sempre fatto sorridere. O soffrire. Soprattutto se lette a grandissima distanza.
Che la mia memoria, per salvare questa ostinata volontà di sognare e credere negli altri, deve fare un lavoro di rimozione certosino.
E così mi restituisce ricordi taroccati.
Cancella incomprensioni e distanze e lascia solo le cose belle.
Lascia quella gita in riva al mare, di sera, a specchiarsi nel nero del cielo e dimenticar le stelle sulla sua pelle.
Lascia quell'aereo preso con il cuore in gola, quel viaggio senza senso, per mischiarci il sangue il tempo di un pomeriggio, con il sole che scaldava le spiaggie romane e i nostri respiri.
Lascia la corsa alla stazione, dopo che avevo dimenticato i bagagli su un autobus di linea, vinta dal sonno dopo due giorni a nutrirci di noi.
Lascia le curve accompagnate cantando, dopo la prima cena insieme e poco vino e troppa voglia, così tanta da  bagnarci un sedile.
E dimentica.
Dimentica tradimenti, amarezza, delusioni. Dimentica telefonate promesse e mai arrivate. Dimentica passaggi su altra pelle, sorrisi persi su altre pagine. Dimentica la fine di quel senso di magia che è racchiuso in ogni amore, fino all'attimo prima che finisca.
In quella scatola, chiusa sotto altri ricordi, nella mia soffitta, anche in quella del mio cuore, c'è solo quello che la mia memoria vuole ricordare. Nessuna testimonianza scritta, nessuna menzogna, nessun dolore, nessuna promessa lasciata nero su bianco, o pixel su pixel.
Non ci sono le parole. Le parole hanno significato finchè vivono fra le labbra, finchè scorrono sulle dita. 
Dopo devono tornare a perdersi nel vento, a mescolarsi a nuovi cuori, su nuova pelle. Devono ritrovare la loro dimensione e tornare a farci sognare.
Rinnovare quel dolce inganno che le alimenta ogni volta e le fa bruciare, nel nome di una verità che oggi sarebbe solo dolore.
Per questo non conservo messaggi d'amore.